Pesce spada

 PESCE SPADA
È presente nelle zone tropicali, subtropicali e temperate di tutti gli oceani, nonché nel Mar Mediterraneo, nel Mar Nero, nel Mare di Marmara e Mar d’Azov, dove tendono a concentrarsi quando sono presenspescespada01ti correnti marine o oceaniche, che attirano le loro prede.

Il corpo è di colore scuro sul dorso, argenteo con riflessi violacei sui fianchi e tendente al bianco sul ventre. Il loro aspetto è caratterizzato dalla presenza dell’inconfondibile “spada”; il corpo è agile e muscoloso, quasi squaliforme e la forma falciforme delle pinne denota una vita fatta di velocità e potenza, è infatti un pesce predatore e migratore.
La coda è estremamente forcuta e sottile, a forma di mezzaluna. L’occhio è grande e la vista buona.

La spada, un prolungamento della mascella lungo fino ad 1/3 del corpo, è composta di materiale osseo e presenta bordi taglienti. Viene usata come arma di offesa (per la caccia) e di difesa dall’unico predatore (uomo escluso) che comporta un serio pericolo alla vita del pesce spada: lo squalo mako.
Questi pesci raggiungono grosse dimensioni, con una lunghezza massima di oltre 4,5 m e un peso che supera abbondspescespada03antemente i 400 kg (il pesce spada più pesante venne pescato in Cile nel 1953, pesava 655 kg).

Preda principalmente sgombri, tonni di piccole dimensioni, barracuda, pesci volanti, clupeidi e molluschi cefalopodi.
I pesci spada riescono ad aumentare la temperatura del cervello e degli occhi fino a 10 gradi centigradi rispetto alla temperatura esterna. Questo meccanismo fisiologico migliora la visione e la coordinazione al fine di cacciare con più efficienza

 

 

RIPRODUZIONE
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I pesci spada depongono da 1 a 29 milioni di uova, che vengono fecondate esternamente. Le uova fecondate hanno un diametro di 1,8 mm e le larve, che misurano 4 mm al momento della schiusa, rimangono in acque calde per alcuni mesi, dopodiché migrano verso i luoghi di origine dei genitori poiché necessitano di temperature più basse e di nutrimento in quantità.
La spada è completamente formata quando l’avannotto misura solo 10 mm; le femmine si sviluppano più velocemente dei maschi, diventando presto predatori voraci. Per misurare l’età di un esemplare è necessario contare gli anelli di accrescimento nella sezione dei raggi.
Nello Stretto di Messina, in primavera, durante le sue migrazioni percorre il tratto di mare tra Villa San Giovanni, Scilla, Bagnara e Palmi in Calabria, per la riproduzione. Iniziata l’estate cambia rotta costeggiando lo stretto dal lato della Sicilia.Ricerche sul DNA hanno inoltre provato come i vari ceppi presenti nei mari e negli oceani tendano ad accoppiarsi prevalentemente con esemplari della stessa provenienza e che tra pesci di diverse zone accadono riproduzioni sporadiche.

 

PESCA
Ci sono fonti che testimoniano come il pesce spada venisse già pescato nello Stretto di Messina,in particolare sotto la rupe di Scilla fra il XVII ed il XV secolo a.C. Vennero alla luce, infatti resti di villaggi preistorici risalenti all’età del bronzo e, fra questi, alcuni rifiuti di pasto contenenti ossa di pesce spada. La pesca del pesce spada, si potrebbe parlare anche di caccia al pesce spada, nel vero senso del termine, vista la procedura adottata, nelle acque dello Stretto è praticata da maggio a fine agosto e risale quindi a tempi arcaici. Così come il simile marlin, il pesce spada è spesso oggetto di pesca sportiva e preda ambita dei pescatori professionisti che ne commerciano le carni pregiate, che si consumano affumicate in carpaccio, crude nel giapponese sashimi o arrostite in varie ricette.La pesca con le spadare, una sorta di reti, è vietata e causa la morte di altre specie marine in pericolo, quali le tartarughe marine ed i cetacei.

 

 

LE BARCHE UTILIZZATE PER LA PESCA
feluca01le Spatare, o Feluche sono tradizionali imbarcazioni utilizzate in Calabria e Sicilia per la pesca del pescespada. Sono guidate dal timoniere e avvistatore che si pone in equilibrio su di un alto pennone dove vi è anche il cassero, il traliccio metallico del pennone è alto dai 15 ai 25 m. Dalla prua della barca fuoriesce poi un altro ponte metallico, la “passerella” appunto, da dove il fiocinatore, avvertito dall’avvistatore, con il suo arpione vibra il colpo mortale alla preda. Questo metodo di pesca al Pesce Spada è anche magicamente narrato da una canzone di Domenico Modugno, “u piscispada”. Modugno conosceva il siciliano poiché sposato con una messinese. Queste tradizionali imbarcazioni assumono diversi nomi quali Passerelle, Feluche (nel messinese, in particolare nelle zone di Torre Faro e Ganzirri), o più diffusamente Spatare; il pescespada è spesso in Calabria oggetto di sagre e feste popolari durante i mesi estivi. Viene pescato anche nella zona nord di Messina, sull’altra sponda dello Stretto. 

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