Scilla

Immagina di essere già qui………..

Immagina un luogo di incomparabile bellezza, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la bellezza del mare e dei tramonti estivi riscalderanno il desiderio della tua vacanza ideale….vieni a Chianalea non come turista ma come ospite.

fotoscilla_aereaSCILLA importante località turistica e balneare poco a nord di Reggio, Scilla costituisce uno tra i borghi più belli e caratteristici d’Italia, meta di artisti in ogni epoca e di ogni nazionalità e frequentatissima meta estiva. E’ sicuramente tra le località calabresi più conosciute.
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LA MARINA GRANDE la spiaggia di Scilla è la bellissima zona a mare di scilla, famosa per la meravigliosa spiaggia lunga 800 mt con lidi attrezzati, e tratti di spiaggia libera. L’insenatura che forma il pittoresco golfo, è protetta dalle colline che la circonda. Il mare è sempre pulito…
fotoscilla_castelloIL CASTELLO RUFFO DI SCILLA, noto anche come Castello Ruffo di Calabria, situato sul promontorio Scillaè é l’elemento più caratteristico di Scilla. Si tratta un’antica fortificazione che domina Lo stretto di Messina la Marina grande di Scilla, il porto ed il borgo di Chianalea .

 


 
 

PIAZZA SAN ROCCO

SCILLA

Salerno – Reggio Calabria > uscita Scilla

Il centro storico di Scilla, chiamato San Giorgio, è formato da case del 600-700 ben conservate. Il paese sorge sulla mitica rocca prospicente lo stretto di Messina e si sviluppa intorno Piazza San Rocco nella quale si trova la sede del Municipio ed appunto la Chiesa San Rocco patrono di Scilla. Piazza San Rocco è uno dei punti più suggestivi da raggiungere, infatti proprio da qui si aprono magnifiche visione panoramiche stupende sulla Marina di Scilla, sullo stretto e le Isole Eolie, sul Castello Ruffo. Le case del centro storico sono basse, le strade strette e alcuni vicoletti molto pittoreschi. A poca distanza a piedi dalla Piazza San Rocco si raggiunge il Castello Ruffo di Scilla a cui è possibile accedervi. Dal Castello è possibile fotografare meravigliosi panorami sul mare.
Dal Castello potrete raggiungere la Marina di Scilla, si può raggiungere a piedi percorrendo la strada non molto larga per circa un chilometro e il borgo dei pescatori CHIANALEA
Possiamo affermare che a Scilla è tutto a portata di mano e l’auto potrebbe non servirvi mai, salvochè per spostamenti verso la citta di Reggio e le località vicine.
Reggio Calabria dista circa 25 chilomenti ed è raggiungibile imboccando l’autostrada Salerno-Reggio Cal. o percorrendo la litoranea fino a Villa San Giovanni. Poi deciderete se imboccare l’autostrada a Villa o proseguire lungo la Nazionale fino alla città. Nel Periodo estivo raccomandiamo di utilizzare sempre l’autostrada per i collegamenti dper e da Villa San Giovanni, per e da Reggio Calabria.
I ristoranti di Scilla propongono ottimi piatti per farvi conoscere le tradizioni locali.

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UN PO’ DI STORIA

E’ stata fondata nel IV sec. a.C. da Anassilao tiranno di Reggio. Successivamnete è stata conquistata dai Saraceni nel sec IX e dai Normanni nel sec. XI. Nella seconda metà del ‘200 venne fortificata dai Ruffo.
Importante località turistica e balneare poco a nord di Reggio, Scilla costituisce uno tra i borghi più belli e caratteristici d’Italia, meta di artisti in ogni epoca e di ogni nazionalità e frequentatissima meta estiva. E’ sicuramente tra le località calabresi più conosciute. Pittoresca cittadina che, aggrappata ad una massiccia scogliera, si gode l’incomparabile spettacolo di quella  striscia di azzurrissimo mare (lo Stretto di Messina) che giustamente è  chiamato il “Bosforo d’Italia. Lo stretto somiglia infatti, ad un grande fiume che separa le due coste, la calabra e la siciliana, sulle quali digradano, gli speroni montuosi dell’aspromonte calabrese e dei Peloritani della Sicilia.
Nelle chiese del paese importanti opere d’arte del XV e del XVIII, tra le quali la bella ” Discesa dello Spirito Santo” di Francesco Celebrano.
A Scilla Nacque il Chimico Raffaele Piria.
L’abitato , costituito da case del 600-700 ancora ben conservate, tutte nelle vivinanze della bellissima spiaggia di 800 metri che d’estate si anima di numerosi bagnanti. Caratteristico il Porticciolo ed il pittoresco borgo dei pescatori della CHIANALEA

In mancanza di precedenti testimonianze attendibili circa le epoche più remote, si è propensi a far risalire la prima fortificazione di Scilla agli inizi del V secolo a.C., allorquando durante la tirannide di Anassilao la città di Reggio raggiunse una notevole importanza, che le permise di ostacolare per oltre due secoli l’ascesa di potenze rivali.
spiaggia_scilla001Strabone racconta che nel 493 a.C. il tiranno di Reggio, Anassila il giovane, per porre fine alle reiterate razzie perpetrate dai pirati tirreni a danno dei commerci aperti dalla città con le colonie tirreniche, avesse mosso contro di loro con un forte esercito, sconfiggendo e scacciando i pirati da queste terre. Per i Tirreni gli innumerevoli scogli e l’alta rocca caratterizzanti la costa scillese costituivano un rifugio naturale ideale, luogo inaccessibile da cui dirigere redditizie scorrerie lungo le coste, nascondiglio sicuro per il bottino e baluardo di difesa contro eventuali controffensive nemiche.
La statua di San Rocco al momento dell’uscita dalla chiesa per la processione. Scilla, 22 agosto 2007.
Presumibilmente sorsero quindi contrasti e lotte tra i primi marinai e pescatori che avevano occupato la zona e i pirati Tirreni, alla cui bellicosità forse si deve attribuire la causa dell’arretramento dal mare dei pescatori, ostacolati dai pirati nella pratica su cui basavano il proprio sostentamento. Ciò spiegherebbe il trasferimento di residenza verso la zona alta di Scilla – l’attuale quartiere di San Giorgio – attuato da queste genti marinare, che si trasformano in agricoltori e cacciatori e mantengono poi attive le nuove pratiche fino all’età moderna.

a Espertissimi nella navigazione, i Tirreni avevano dominato a lungo da incontrastati padroni le rotte del Mediterraneo, esercitando il proprio predominio soprattutto nello Stretto, grazie al presidio posto sulla rupe scillese, all’imboccatura del canale, presumibilmente fortificato. Più tardi però questi vennero sconfitti dai reggini, vittoria questa che segna un momento significativo nella storia di Scilla, considerata da Anassila un importante avamposto di controllo sulle rotte marittime. Mentre si assicura il dominio sul territorio circostante inglobando una nuova sezione del Chersoneso reggino, al tempo stesso Anassila ha cura di realizzare una “stazione delle navi” a Punta Pacì, ordinando la costruzione di un porto dotato di un agguerrito presidio militare.
L’opera di fortificazione dell’alto scoglio fu portata a termine dai successivi tiranni reggini, spesso impegnati in scontri con i pirati che combattono avvalendosi del porto fortificato appositamente costruito a Monacena, verso Punta Pacì, in un luogo inaccessibile dal lato opposto allo scoglio. Baluardo della sicurezza dei reggini, la fortificazione di Scilla dotata di approdo è di fondamentale importanza agli effetti del felice esito della guerra contro la pirateria, consentendo ai tiranni di Reggio di opporre per lungo tempo una valida resistenza contro gli attacchi di nuovi nemici e contro i continui tentativi di rivalsa dei Tirreni sconfitti.
Agli inizi del III secolo a.C., dopo la presa di Reggio ad opera del tiranno di Siracusa Dionisio I, che nel 386 a.C. aveva distrutto la flotta navale della città di stanza a Lipari e nel porto di Scilla, I pirati tirreni tornarono ad essere audaci e si reinsediarono sul promontorio scillese, dove ripresero a dedicarsi alla pirateria avvalendosi del preesistente porto fortificato fino a quando, nel 344 a.C., il prode Timoleonte di Corinto riuscì a sconfiggerli definitivamente.
Per quanto riguarda la successiva storia della fortificazione dell’imponente scoglio di Scilla, si ha testimonianza di come essa coincida con la storia delle vicende che hanno caratterizzato il reggino all’indomani della tirannide siracusana.
In tarda età magnogreca lo scoglio scillese è una fortezza, conosciuta come Oppidum Scyllaeum, successivamente potenziata nelle sue strutture militari durante l’età romana, allorquando porto ed oppidum costituiscono un funzionale ed efficiente sistema di difesa per i nuovi dominatori del Mediterraneo.

 

Epoca romana
Alla fine del II secolo a.C., durante le guerre condotte dai Romani contro i Tarantini sostenuti da Pirro, e in particolare durante la prima e la seconda guerra punica, i Cartaginesi che avevano stretto alleanza con i Bretti e circolavano liberamente lungo le coste reggine, furono fermati nella loro ascesa proprio grazie alla strenua resistenza opposta loro dalla fortificata città di Scilla, alleata di Roma.
L’importanza della Scilla latina cominciò a decadere all’indomani della conquista romana delle terre siciliane quando, dopo Reggio e Siracusa, Messina assurse al ruolo di nuovo caposaldo per il controllo dello Stretto.
Pur tuttavia Scilla, posta all’imbocco settentrionale del canale, continuò a costituire un’importante tappa d’approdo lungo la costa tirrenica continentale, tant’è che nel 73 a.C., durante la guerra condotta dai romani contro gli schiavi, la cittadina sembra essere stata prescelta da Spartaco, a capo dei ribelli, per accamparsi in attesa di poter attraversare lo Stretto.
La fuga in Sicilia, progettata dagli schiavi ribelli con il ricorso a zattere costruite col legno di castagno estratto dai boschi scillesi, non ebbe tuttavia alcun esito a causa della presenza lungo lo Stretto delle minacciose navi pompeiane.
Successivamente il tratto di mare antistante la cittadina fu teatro degli avvenimenti che segnarono l’ultimo scontro tra Pompeo e l’annata dei Triunviri, conclusosi nel 42 a.C. con la disfatta del primo.
In quel frangente il porto di Scilla offrì opportuno rifugio alle navi di Ottaviano pressate dalla flotta di Pompeo, allorquando il futuro Augusto, nel tentativo di rimandare lo scontro finale ad un momento a lui più propizio, colse l’importanza strategica di Scilla e, una volta liberatosi definitivamente dei rivali, decretò l’ulteriore fortificazione del suo porto.

Era Cristiana.
Dopo Ottaviano non sembra che la fortificazione scillese abbia conosciuto nuovi rimaneggiamenti, sebbene la cittadina continui a detenere l’importante ruolo di centro marittimo locale, come testimonia san Gerolamo quando, approdato nel 385 a Scilla durante il suo viaggio verso Gerusalemme, ci ha lasciato testimonianza nel III libro delle sue opere, circa la grande esperienza dei marinai scillesi, capaci di fornirgli consigli assai utili per il buon proseguimento della navigazione.
Lo stato di abbandono in cui sembra trovarsi la fortezza di Scilla in tarda età romana, presumibilmente, dipende dal localizzarsi la stessa al di fuori degli itinerari terrestri percorsi dai barbari, durante le loro invasioni nel sud della penisola.
Costoro, infatti, nel loro “calare” a sud, utilizzano i tracciati viari romani rimasti agibili in quell’epoca di decadenza. Scilla, che non era allacciata alla via Popilia, unica strada consolare esistente lungo la costa tirrenica, rimane dunque estranea ai fatti essenziali del tempo.
Difatti la Via Consolare Popilia, nel tratto più meridionale del suo percorso non bordeggiava la costa, bensì risaliva verso l’interno passando per Solano e, superate le Grotte di Tremusa, raggiungeva la statio ai Piani della Melia, dirigendosi poi verso Cannitello, «ad Fretum», senza ripiegare verso Scilla.
Età bizantina
Ai primi monaci basiliani gli storici attribuiscono la fondazione del Monastero e della chiesa di San Pancrazio, tra l’VIII e il IX secolo d.C., fortificati per volontà della stessa Bisanzio, che aveva affidato ai Padri il compito di difesa delle coste dello Stretto.
Era moderna e contemporanea
Stub storia
Il terremoto del 1783 rappresenta uno spartiacque importante nella storia di Scilla per la particolarità con la quale si abbatté sulla cittadina e anche perché rappresentò la fine di uno sviluppo economico che Scilla ebbe lungo tutto il settecento.